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Inizio oggi una serie di articoli relativi ai componenti fondamentali di un sistema bus basato su tecnologia KNX, partendo dal principale di questi: l’alimentatore

In un sistema domotico a bus KNX, l’alimentatore rappresenta uno degli elementi imprescindibili. L’architettura KNX, infatti, prevede un’alimentazione dedicata in basso voltaggio (SELV) degli apparati del bus, pertanto senza un alimentatore dedicato non avremo nessun componente funzionante. Al momento di scegliere un alimentatore devono essere presi in considerazione diversi aspetti, tra cui la stima del numero dei componenti da installare/alimentare, la necessità o meno di funzioni di diagnostica a bordo dell’alimentatore ed, in subordine, l’affidabilità del marchio ed il costo.

Strettamente connessi all’ambito alimentatore sono i vincoli sul numero dei dispositivi installabili su una singola linea ed il consumo degli stessi. Fino a qualche anno fa lo standard KNX prevedeva un massimo di 64 dispositivi per singola linea con possibilità di aggiungere, tramite accoppiatori/ripetitori, ulteriori 4 segmenti fino al limite di 256 dispositivi. Oggi, con l’avanzamento tecnologico e l’introduzione della specifica TP-256 una moderna installazione potrebbe (ma non necessariamente deve o può) ospitare fino a 256 devices per singola linea, con un conseguente aumento anche della necessità di alimentazione. Non è possibile, infatti, avere più di alimentatore su una singola linea (tranne rari casi in cui è rispettato il vincolo della distanza fra i due alimentatori specificato dal singolo produttore, ma che ogni buon installatore si tiene ben alla larga da raggiungere), pertanto la scelta della potenza di alimentazione per ogni linea è direttamente collegata sia alla sua lunghezza che, soprattutto, al numero di dispositivi che si andranno ad installare. Per convenzione si assume che un dispositivo KNX consumi al massimo 10mA (va sempre verificato) e quindi che il vincolo per le reti da 64 dispositivi venga soddisfatto con un alimentatore da 640mA (ne esistono anche di inferiori). Il nuovo standard a 256 devices, invece, resta al momento teorico sul fronte alimentazione, poiché non sono in commercio apparati con potenza superiore ai 1280mA, capaci quindi di alimentare, teoricamente, fino a 128 componenti. Considerati i prezzi in commercio e la soltanto recente introduzione di alimentatori con potenze superiori, il taglio di alimentazione più comune è il 640mA, o nei casi di piccolissime installazioni, il 320mA. In aggiunta alle regole di base sulla potenza, alcuni componenti possono necessitare di un’alimentazione ausiliaria ed, in questo caso, la scelta dell’alimentatore non può che passare per i modelli che sono dotati di questa specifica caratteristica.

L’altra fondamentale scelta da operare riguarda la necessità di optare per un alimentatore più evoluto, moderno, che incorpori anche una parte di diagnostica a bordo. Fino a poco tempo fa, infatti, gli alimentatori erano componenti passivi, non dotati di intelligenza, che non giocavano un ruolo attivo sul bus. Nessuno scambio possibile di messaggi, bensì solo alimentazione dello stesso. Da qualche anno a questa parte molti produttori hanno ampliato il range di prodotti dotandoli di funzioni di diagnostica specifiche che oltre a fornire statistiche sull’utilizzo, possono rappresentare un valido supporto nella fase di troubleshooting fornendo dettagliate informazioni sulla linea di alimentazione (voltaggio, assorbimento, soglie di allarme etc.). Ovviamente il costo di questi dispositivi è superiore rispetto ai predecessori esclusivamente passivi e spesso, come nel caso della Meanwell, la funzione di diagnostica è relegata ai modelli da 1280mA. La scelta di utilizzare questi componenti più specifici avviene, quindi, nel caso in cui il budget sia sufficientemente ampio per l’intero progetto, quest’ultimo sia di particolare rilievo, oppure l’installazione può avere profili di rischio che si intende gestire e prevenire. In tutti i casi di abitazioni residenziali standard, può avere senso affidarsi ai cari vecchi componenti passivi.

mw

Nelle mie installazioni spesso scelgo alimentatori prodotti dalla cinese Meanwell, casa che vanta una grande esperienza nella progettazione e produzione di alimentatori per diversi settori. L’esperienza pregressa nell’uso di questi apparati in ambito medicale, infatti, mi ha portato a selezionarli anche in ambito domotico per loro la compattezza, bassa rumorosità ed affidabilità del marchio. I modelli attualmente in commercio sono il 640mA-20Watt con un ingombro a quadro da 3 SU, esclusivamente passivo ed il modello di potenza superiore da 1280mA-40Watt disponibile anche con l’opzione diagnostica con un ingombro di 4SU. I costi sono leggermente aumentati nel tempo, frutto dell’ampio successo riscosso anche in questo settore, ma restano tutt’oggi ancora competitivi nel rapporto qualità/prezzo.

N.B.: il sottoscritto non intrattiene nessun rapporto commerciale privilegiato con Meanwell, né beneficia di fees o sconti nel caso in cui si acquistino questi prodotti.