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Quando si parla di domotica e building automation, il pensiero corre subito agli scenari di illuminazione, al comfort termico o al controllo dei carichi. C’è però un ambito meno visibile ma dal valore inestimabile: la diagnostica avanzata (o troubleshooting).

In questo articolo analizzeremo un caso reale: una villetta in cui l’integrazione dei dati domotici ha permesso di scovare un grave errore di installazione in un impianto solare termico, altrimenti difficilmente dimostrabile.

L’impianto oggetto dell’intervento è un sistema standard per la produzione di Acqua Calda Sanitaria (ACS), composto da:

  1. Collettori solari: 2 pannelli termici montati in cascata (con un’unica sonda di temperatura), orientati a sud e installati in verticale su una copertura piana.
  2. Accumulo: Una pompa di calore per ACS con serbatoio da 300 litri (modello Calido), dotata di sonda di temperatura interna.
  3. Termoregolazione: Una centralina solare DeltaSol CS/2 per il controllo del gruppo pompa.

In condizioni di fabbrica, l’unica regola di funzionamento era quella standard della centralina: attivazione della pompa di circolazione quando il differenziale di temperatura (Delta T) tra pannello e serbatoio superava i +5 °C, fino al raggiungimento della temperatura massima di sicurezza nell’accumulo (65 °C).

La nota dolente: Nonostante fossimo in piena estate, con giornate limpide e un irraggiamento solare cospicuo, il cliente lamentava una scarsissima produzione di acqua calda senza l’ausilio della resistenza elettrica. L’installatore dell’impianto idraulico, dal canto suo, assicurava che il sistema fosse stato montato e testato a regola d’arte.


Per risolvere il mistero e ottimizzare i consumi, abbiamo deciso di integrare l’impianto solare nella domotica della casa, muovendoci su due fronti:

  • Inibizione dell’ausilio elettrico: Abbiamo sfruttato il contatto pulito del Calido collegandolo a un semplice attuatore KNX. Questo ci ha permesso di bloccare l’attivazione automatica della resistenza elettrica nelle ore di massimo irraggiamento, evitando sprechi.
  • Monitoraggio della centralina: Per dialogare con la DeltaSol CS/2, la scelta è ricaduta sul gateway ufficiale Resol vBus KM2, fondamentale per estrarre i dati di funzionamento in tempo reale.

Prima di modificare qualsiasi logica, abbiamo registrato i dati “sul campo” per osservare il comportamento del sistema così come era stato consegnato.


L’incrocio dei dati storici ha confermato istantaneamente i sospetti del cliente, trasformando un’intuizione in una prova matematica.

Grafico domotico che mostra i picchi di temperatura del pannello e la contemporanea discesa della temperatura del boiler

Grafico comparativo delle temperature e attivazione del circolatore

Analizzando il grafico emerge un comportamento paradossale: ad ogni picco di temperatura del pannello solare corrisponde l’attivazione della pompa di circolazione (che dovrebbe trasferire il calore dal tetto all’acqua). Tuttavia, la linea della temperatura dell’accumulo continua inspiegabilmente a scendere anche oltre la normale fase di discesa iniziale (comportamento normale inizialmente, perché i tubi sono pieni di liquido freddo), anziché salire.

Il comfort termico diventava accettabile solo nel tardo pomeriggio, unicamente per l’inerzia termica dovuta a ore e ore di esposizione solare diretta.

La scoperta del guasto: I dati hanno evidenziato due gravi errori di posa. In primis, il sensore di temperatura era stato posizionato in basso nel pannello e non nel punto di massimo calore. Ma l’errore fatale riguardava le tubazioni: i tubi di mandata e ritorno tra accumulo e pannelli erano invertiti. Ad ogni accensione della pompa, il sistema prelevava l’acqua calda dal boiler e la inviava sul tetto a raffreddarsi, immettendo acqua fredda nell’accumulo.

Messo davanti all’evidenza inconfutabile dei grafici, l’installatore ha dovuto abbandonare la tesi del “montato a regola d’arte”, tornare in cantiere e invertire i flussi idraulici.

Ed ecco il grafico post risoluzione problema idraulico in cui a parità di irraggiamento, le attivazioni della pompa sono più frequenti e la temperatura dell’accumulo sale linearmente durante tutta la giornata fino alla massima disponibile di circa 65°.

Una volta ripristinato il corretto funzionamento idraulico, la domotica è passata dal ruolo di “detective” a quello di “ottimizzatore”. Abbiamo implementato nuove logiche per ridurre l’uso dell’energia elettrica:

  1. Gestione predittiva sulle fasce orarie: L’integrazione elettrica viene abilitata solo nelle finestre orarie in cui è previsto un reale e massiccio utilizzo di ACS e quando le previsioni meteo della giornata non garantiscono una risalita importante della temperatura.
  2. Strategia anti-stallo estiva: Durante la tarda primavera e l’estate, il basso consumo di acqua calda e lo scarso raffreddamento inerziale notturno portava rapidamente l’accumulo alla temperatura massima di 65 °C. Questo causava lo stallo del fluido termovettore, surriscaldando i pannelli e riducendone la vita utile.

Per risolvere il problema dello stallo, abbiamo integrato un sistema di tende ombreggianti automatizzate, gestite tramite un attuatore per tapparelle (shutter) KNX.

Note: Le immagini sovrapposte dei grafici sono state create usando Nano Banana 2 che ha generato un’unica immagine partendo da quelle separate dei 3 grafici